
venerdì 27 febbraio 2009
martedì 24 febbraio 2009
ET IN ARCADIA EGO

Et in Arcadia ego" è un'iscrizione riportata in alcuni importanti dipinti del '600, fra cui l'omonimo "Et in Arcadia ego" del Guercino, realizzato fra il 1618 ed il 1622. Essa appare anche come iscrizione tombale sul dipinto "I pastori di Arcadia" (circa 1640), del pittore francese Nicolas Poussin. La frase significa letteralmente, "Anche io nell'Arcadia".
sabato 21 febbraio 2009
COLD CASE
Los Angeles, l'oscura morte
della nuova «Dalia nera»
Juliana Redding, attrice uccisa a 21 anni, al centro di indagini blindate
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La vittima, Juliana Redding. Il delitto fa rivivere il caso di Betty Short., che appassiona da 60 anni |
DOSSIER BLINDATO - Il suo dossier è stato di fatto blindato, nulla è trapelato sulle cause del decesso. Quasi un anno dopo il mistero di Juliana è finito nelle trasmissioni tv che si occupano di vecchi delitti con l'appello ai cittadini perché diano una mano all'inchiesta. E in mancanza di dettagli nuovi i giornalisti hanno tracciato un parallelo tra la sua breve esistenza e quella di Elizabeth «Betty» Short. Entrambe ventenni erano venute nella «città degli angeli» per cambiare la loro vita e dunque erano aperte ai contatti, all'avventura. Ma non sai mai chi hai veramente di fronte. James Ellroy, l'autore di un bellissimo romanzo sulla «Dalia Nera», ha scritto con efficacia che «a Los Angeles arrivi spregiudicato, riparti pregiudicato». In un certo mondo il pericolo ha tante facce. Ed Elizabeth Short, purtroppo, ha incontrato un uomo che l'ha fatta letteralmente a pezzi e l'ha abbandonata sul ciglio di una strada. Un mostro. Meno crudele ma spietato l'assassino che ha strappato alla vita Juliana. Forse rispetto alla «Dalia nera», la ragazza dell'Arizona era più cauta, più selettiva negli incontri. Negli ultimi sei mesi della sua esistenza stava con un ragazzo, poi è finita senza drammi. E la polizia lo ha controllato a lungo concludendo che era «pulito». Elizabeth era invece più disinvolta. Passava da un bar all'altro, non si faceva troppi problemi. L'hanno dipinta come una prostituta, ma non ne hanno mai avuto le prove certe. Sapevano solo che vedeva parecchi uomini. Per questo, quando è partita l'inchiesta, la lista dei possibili sospetti era lunghissima. Poteva essere stato chiunque avesse incrociato la sua vita tortuosa. E poi, con il clamore della vicenda, si sono fatti avanti i mitomani — quasi 60 tra uomini e donne — pronti a confessare. Un intrigo che continua ad affascinare l'America. Se andate su Internet, trovate di tutto su di lei: dagli atti ufficiali alle fotografie— terribili — scattate dalla Scientifica il giorno del ritrovamento. Su Juliana non è emerso troppo. Non si è ancora parlato di doppia vita, di segreti, di amicizie pericolose. Per ora il suo è solo un «caso freddo». E rischia di rimanerlo.
Guido Olimpio